XI Premio Giornalistico Internazionale “Gino Votano”

per il miglior documentario del Mediterraneo

(Reggio Calabria, 14 dicembre 2013)

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Cinema:'Gino Votano' Award a Class Enemy dello sloveno Bicek

A Medef Reggio Calabria. Premiato 'Costa Beduini' di Chassaigne

16 dicembre, 17:15

 

(ANSAmed) - REGGIO CALABRIA, 16 NOV - E' stato il film 'Class Enemy' del regista sloveno Rok Bicek, in programma nelle sale italiane in primavera, a vincere l'11/a edizione dell'International Journalism & Arts Award 'Gino Votano' del Mediterranean Experiences Festival (Medef).

Il film, presentato a Venezia nell'ambito della Settimana della critica, racconta una storia vera avvenuta in un liceo di Lubiana e ruota intorno alle responsabilità per il suicidio di una studentessa. A ritirare il premio i due giovani interpreti Dasa Cupevski e Jan Zupancic.

Il festival, conclusosi ieri sera a Reggio Calabria, era organizzato dall'associazione culturale Teatro del Mediterraneo, in partnership con Confindustria, Unci, Fnsi e Milano Film Festival, e ha avuto tra i protagonisti anche l'associazione Cuamm, Medici con l'Africa.

Il premio per il miglior documentario giornalistico è andato invece a "La costa dei Beduini" (Tgr Mediterraneo) di Christophe Chassaigne (Francia), ora caporedattore di France 3 a Tolosa.

Una coproduzione Rai-France 3 che indaga sulla speculazione edilizia sulla costa mediterranea dell'Egitto. Nel corso del festival, è stato anche ricordata la figura di Giancarlo Licata, responsabile di Rai Med e Tgr Mediterraneo, con la proiezione del documentario "La tela strappata", sulla morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Numerosi gli eventi nei sei giorni di festival, con incontri e workshop di giornalismo che hanno coinvolto gli studenti dei licei classico ed artistico della città. Presentato anche un documentario di Laura Silvia Battaglia sulle donne irachene, "Unknow Iraq".

Fra i temi affrontanti, le crisi e le guerre nel Mediterraneo (dall'Egitto alla Siria), l'informazione finanziaria, i nodi della mafia, della legalità e dello sviluppo in Calabria e nel sud Italia. (ANSAmed).
 

 

ALIAS

MUSICA » ARTI » OZIO

SUPPLEMENTO SETTIMANALE DE «IL MANIFESTO»

SABATO 14 GENNAIO 2012 ANNO 15 N. 2

ALIAS (3)

14 GENNAIO 2012

 

MAGED EL-MAHEDY

●●●Regista e scrittore egiziano, da molti anni residente in Italia, a Roma, Magedel-Mahedy (nella foto) ha realizzato due

cortometraggi, «Salam Viterbo» (38’ ) e «Ritratto di un giovane immigrato» (10’, 2009), montato da Alessandro Piva e premio

«Gino Votano», prima di scrivere e filmare, nelle settimane cruciali della rivoluzione egiziana e della cacciata di Mubarak, il suo

esordio nel lungometraggio, l’ancora inedito, forse al Forum di Berlino 2012, «I don'tspeakwell, I dance better» (Non parlo

bene, danzo meglio), montato da Lorenzo Pazzi, Andrea Basti al sound editing, viola solista KoramJablonko, interpreti principali

Mahmoud Reda, FaridahFahmi, Prof. Refat Kamel, Pierre Sioufi, MagedElMahedy, NivinRamez e Saad Ismail. Il film, che dura

77’, è costato 12 mila euro ed è interamente autofinanziato. Le riprese sono durate 6/7 mesi, di cui 5 in Egitto. Il girato è di 35

ore. Il formato utilizzato è stato un full hd (1920x1080), a cui si sono affiancate riprese fatte con un iphone, e con una

fotocamera compatta (usata nei momenti di minima visibilità del mezzo di ripresa, all'interno della metropolitana per esempio).

 

 

 

 

Vie di Fuga

Osservatorio permanente sui rifugiati

Mercoledì, 05 Dicembre 2012 di Redazione

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di Silvia Ponzio

I don’tspeakverygood, I dance betterdi MagedElMahedy – Documentario – Egitto/Italia 2012 – 80’

MagedElMahdi, già vincitore della settima edizione del Premio giornalistico internazionale “Gino Votano” per il miglior documentario 2009, si presenta alla 30a edizione del Torino Film Festival con un documentario degno della sua fama tanto da ricevere il Premio della Giuria di Italiana.Doc.

Girato tra Roma e Il Cairo, il documentario inizia nel febbraio 2010. È un anno particolare per Maged: è la prima volta dopo decine di anni che nevica a Roma da quando è arrivato in Italia; è l’anno in cui riesce ad assistere allo spettacolo teatrale e musicale del suo idolo, il ballerino Mahmoud Reda (a cui si deve il titolo); è l’anno in cui riceve la telefonata di sua sorella che lo implora di tornare in Egitto perché loro fratello è malato e necessita di un trapianto di fegato ed è proprio qui che la vicenda familiare del regista si intreccia con le vicende di Piazza Tahir e con la scoperta dell’epidemia di epatite C che sta mettendo in ginocchio l’Egitto.

 

Manifestanti in piazza Tahir

Nel 2011, proprio mentre scoppia la rivoluzione, Maged si trova a Il Cairo, in un appartamento che si affaccia sulla piazza. Con una telecamera modesta inizia a registrare e a documentare tutto ciò vive e, senza cadere in uno stile documentario banale, lo spettatore è catapultato negli eventi. La telecamera di Maged si trasforma nei nostri occhi e iniziamo a osservare tutto ciò che ci circonda; altre volte diventa le nostre orecchie e ci troviamo immersi nel vivo della rivoluzione. In un momento i nostri occhi sono catturati dai cartelli con slogan e scritte come “Wewant a civil country”; nell’altro le nostre orecchie sentono le grida e le proteste contro il governo egiziano.

È un documentario fra il diario personale e il reportage di denuncia. Si passa da una scena ad un’altra, all’inizio un po’ spaesati o forse semplicemente incantati dalla danza di un derviscio che continua a ruotare su se stesso, ma man mano che i minuti passano capiamo dove il regista vuole arrivare. Ci troviamo immersi tra le persone, scopriamo non solo i sogni delle persone, ma anche le contraddizioni della rivoluzione, le conseguenze, gli effetti concreti sulle persone comuni. Oltre alle proteste, l’Egitto deve affrontare un’emergenza nascosta all’opinione comune: l’epatite C che sta dilagando e mietendo vittime fra il 25% della popolazione. Scopriamo, quindi, che Il Cairo non deve affrontare solo problemi politici, ma anche sanitari e ambientali. L’inquinamento atmosferico, delle acque del Nilo e l’uso di siringhe non sterilizzate hanno, infatti, causato il diffondersi inesorabile della malattia.

Alcune volte lo spettatore sprofonda nel caos della protesta, altre volte nel silenzio. L’unico suono che sentiamo è quello del nostro respiro. E questo forse è l’invito del regista: rimanere in silenzio per riflettere su cosa sta accadendo e unirsi all’onda di energia positiva di un popolo che vuole cambiare e che ha fatto finalmente sentire la sua voce.

  Ultimo aggiornamento Mercoledì, 13 Febbraio 2013 16:32

 

 

 

Anno V numero 228

“La Costa dei beduini” di Christophe Chassaigne miglior documentario. Reggio Calabria consegna l’XI Premio “Gino Votano”

Medef: trionfo francese nel ricordo di Giancarlo Licata

Scritto da: Redazione in Appuntamenti, Eventi, Premi giornalistici, Televisione

 

 

Giancarlo Licata

Christophe Chassaigne

REGGIO CALABRIA – E’ la Francia con “La Costa dei beduini” (Tgr Mediterraneo) di Christophe Chassaigne (France 3) a vincere l’undicesima edizione del premio giornalistico internazionale “Gino Votano”, per il miglior documentario giornalistico.
Nel giorno del ricordo di Giancarlo Licata, l’inventore e la guida per 18 anni della coproduzione italo-francese di Rai Med, responsabile del settimanale “Mediterraneo”, scomparso alla fine di ottobre.
A Palermo, nella sede Rai di viale Strasburgo, Licata aveva raccolto le emittenti di tre continenti e di tutto il Mediterraneo. Una coproduzione dalla Francia all’Algeria per scoprire i fenomeni di queste comuni culture. Per ricordarlo la Fnsi, l’Unci, l’associazione culturale Teatro del Mediterraneo, il liceo classico “Tommaso Campanella”, il liceo artistico “Mattia Preti”, Confindustria, hanno proposto la visione del suo documentario “La tela strappata”, andato in onda su Raitre e Rai Storia a vent’anni dalla strage di via D’Amelio, presentato fuori concorso al Prix Italia di Torino, alla Casa del cinema di Roma, alla Gran Guardia di Verona e in molte piazze siciliane.
Licata é stato l’autore di due libri: una piéce teatrale, finalista al Premio Riccione, e “Una rondine fa primavera”, un saggio sugli ultimi trent’anni di storia politica e criminale di Palermo. Lo scorso anno Licata era stato insignito da Giorgio Napolitano del titolo di commendatore dell’ordine al merito della Repubblica Italiana.
Il ricordo commosso a Giancarlo Licata, anche da parte dell’organizzazione. Licata aveva sempre seguito la crescita del premio “Gino Votano”, con servizi e suggerimenti. Proprio dal programma di Licata nasce il premio a “la Costa dei beduini” di Christophe Chassaigne. Egitto La costa dei Beduini di Christophe Chassaigne (France 3), ambientato in Egitto. Deserto, sabbia bianca e acque turchesi. Nel nord-ovest egiziano, la costa dei Beduini è pressoché inviolata. Un eldorado turistico per i costruttori edili. Il cemento sulle dune sta cambiando il volto di un piccolo paradiso naturale, con una speculazione edilizia di grandi proporzioni. In terra di Beduini.
Ha consegnato il premio Guido Columba, presidente dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani. Stasera, alle 20.30, al Teatro Comunale “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, la cerimonia finale della IV edizione del Mediterranean Experiences festival e la consegna di tutti gli altri premi dell’XI International Journalism & Arts Award  “Gino Votano”.
Favoriti due film italiani “Summer ’82 When Zappa came to Sicily” (Italia, 2012, 80’) di Salvatore Cuccia, e “Mohamed e il pescatore” (Italia, Rai, 2012, 54’) di Marco Leopardi, il russo “La Bibbia. Cantico dei Cantici” (Russia, 2013, 90’) del Teatro musicale di plastica e gesto e lo sloveno “Class Enemy” di Rok Bicek (Slovenia, 2013, Triglav Film, 112’). Per la migliore interpretazione gli sloveni Dasa Cupevski e Jan Zupancic e i russi Anna Daukaeva, Andrey Poliakov. Presenta Anna La Rosa, la serata con concerto andrà in beneficienza per Cuamm, medici con l’Africa.

 

14 Dicembre 2013 - 11:09
(ASCA) - Reggio Calabria, 14 dic - La Francia con ''la Costa dei beduini'' (Tgr Mediterraneo) di Christophe Chassaigne (France 3) a vincere l'undicesima edizione del premio giornalistico internazionale ''Gino Votano'', per il miglior documentario giornalistico. Nel giorno del ricordo di Giancarlo Licata, l'inventore e la guida per 18 anni della coproduzione italo-francese di Rai Med, responsabile del settimanale ''Mediterraneo'', scomparso alla fine di ottobre. A Palermo, alla sede Rai di viale Strasburgo, Licata aveva raccolto le emittenti di tre continenti e di tutto il Mediterraneo. Una coproduzione dalla Francia all'Algeria per scoprire i fenomeni di queste comuni culture. Per ricordarlo la Fnsi, l'Unci, l'associazione culturale Teatro del Mediterraneo, il liceo classico ''Campanella'', il liceo artistico ''Preti'', Confindustria hanno proposto la visione del suo documentario ''La tela strappata'', andato in onda su Raitre e Rai Storia a vent'anni dalla strage di via D'Amelio, presentato fuori concorso al Prix Italia di Torino, alla Casa del cinema di Roma, alla Gran Guardia di Verona e in molte piazze siciliane. Licata e' stato l'autore di due libri: una pie'ce teatrale, finalista al Premio Riccione, e ''Una rondine fa primavera'', un saggio sugli ultimi trent'anni di storia politica e criminale di Palermo. Lo scorso anno Licata era stato insignito da Giorgio Napolitano del titolo di commendatore dell'ordine al merito della Repubblica Italiana. Il ricordo commosso a Giancarlo Licata, anche da parte dell'organizzazione. Licata aveva sempre seguito la crescita del premio ''Gino Votano'', con servizi e suggerimenti. Proprio dal programma di Licata nasce il premio a ''la Costa dei beduini'' di Christophe Chassaigne. Egitto La costa dei Beduini di Christophe Chassaigne (France 3), ambientato in Egitto. Deserto, sabbia bianca e acque turchesi. Nel nord-ovest egiziano, la costa dei Beduini e' pressoche' inviolata. Un eldorado turistico per i costruttori edili. Il cemento sulle dune sta cambiando il volto di un piccolo paradiso naturale, con una speculazione edilizia di grandi proporzioni. In terra di Beduini. Ha consegnato il premio Guido Columba, presidente dell'Unioen nazionale Cronisti Italiani. Stasera alle 20.30, al teatro comunale ''Francesco Cilea'', la cerimonia finale della IV edizione del Mediterranean Experiences festival e la consegna di tutti gli altri premi dell'XI International Journalism & Arts Award ''Gino Votano''. Favoriti due film italiani ''SUMMER '82 When Zappa came to Sicily'' (Italia, 2012, 80') di Salvatore Cuccia, e ''Mohamed e il pescatore'' (Italia, Rai, 2012, 54') di Marco Leopardi, il russo ''La Bibbia. Cantico dei Cantici'' (Russia, 2013, 90') del Teatro musicale di plastica e gesto e lo sloveno ''Class Enemy'' di Rok Bicek (Slovenia, 2013, Triglav Film, 112'). Per la migliore interpretazione gli sloveni Dasa Cupevski e Jan Zupancic e i russi Anna Daukaeva, Andrey Poliakov. Presenta Anna La Rosa, la serata con concerto andra' in beneficienza per Cuamm, medici con l'Africa. red/mau

Agenda del giornalista Informa

Premio Votano. E' francese il miglior documentario giornalistico

E' la Francia con “La Costa dei beduini” (Tgr Mediterraneo) di Christophe Chassaigne (France 3) a vincere l’undicesima edizione del premio giornalistico internazionale “Gino Votano”, per il miglior documentario giornalistico. Nel giorno del ricordo di Giancarlo Licata, l’inventore e la guida per 18 anni della coproduzione italo-francese di Rai Med, responsabile del settimanale “Mediterraneo”, scomparso alla fine di ottobre. A Palermo, nella sede Rai di viale Strasburgo, Licata aveva raccolto le emittenti di tre continenti e di tutto il Mediterraneo. Una coproduzione dalla Francia all’Algeria per scoprire i fenomeni di queste comuni culture. Per ricordarlo la Fnsi, l’Unci, l’associazione culturale Teatro del Mediterraneo, il liceo classico “Tommaso Campanella”, il liceo artistico “Mattia Preti”, Confindustria, hanno proposto la visione del suo documentario “La tela strappata”, andato in onda su Raitre e Rai Storia a vent’anni dalla strage di via D’Amelio, presentato fuori concorso al Prix Italia di Torino, alla Casa del cinema di Roma, alla Gran Guardia di Verona e in molte piazze siciliane. Licata é stato l’autore di due libri: una piéce teatrale, finalista al Premio Riccione, e “Una rondine fa primavera”, un saggio sugli ultimi trent’anni di storia politica e criminale di Palermo. Lo scorso anno Licata era stato insignito da Giorgio Napolitano del titolo di commendatore dell’ordine al merito della Repubblica Italiana. Il ricordo commosso a Giancarlo Licata, anche da parte dell’organizzazione. Licata aveva sempre seguito la crescita del premio “Gino Votano”, con servizi e suggerimenti. Proprio dal programma di Licata nasce il premio a “la Costa dei beduini” di Christophe Chassaigne. Egitto La costa dei Beduini di Christophe Chassaigne (France 3), ambientato in Egitto. Deserto, sabbia bianca e acque turchesi. Nel nord-ovest egiziano, la costa dei Beduini è pressoché inviolata. Un eldorado turistico per i costruttori edili. Il cemento sulle dune sta cambiando il volto di un piccolo paradiso naturale, con una speculazione edilizia di grandi proporzioni. In terra di Beduini. Ha consegnato il premio Guido Columba, presidente dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani. La cerimonia di premiazione della IV edizione del Mediterranean experiences festival e la consegna di tutti gli altri premi dell’XI International Journalism & Arts Award  “Gino Votano” si è tenuta sabato scorso al Teatro Comunale “Francesco Cilea” di Reggio Calabria. La serata è stata presentata da Anna La Rosa e tutto il ricavato andrà in beneficienza per Cuamm, medici con l’Africa.

 

 

Hic sunt Leones - Medef 2013

Ven, 06/12/2013 - 18:08

 

Il Mediterranean Experiences Festival, è alla sua settima edizione.  Quest’anno si svolge a Reggio Calabria dal 9 al 14 Dicembre, concludendosi con un concerto del baritono  Vincenzo Nizzardo e della pianista Chiara Barillà, che si svolgerà al teatro Cilea di Reggio Calabria. Il Festival del Mediterraneo vede la partecipazione di numerosi registi, artisti, con la proiezione di numerosi film, alcuni dei quali presentati come prime mondiali. Questa settima edizione si sposa con la solidarietà, infatti  vede come partner principale Medici con l’Africa Cuamm, la più grande e antica associazione di medici missionari italiana. Il Festival del Mediterraneo vuole essere, essenzialmente, un Percorso alla ricerca dell’Identità Mediterranea, del Sud inteso come cammino lento e fascinoso, comunitario e partecipato, una via mediterranea alla vita, dove gli occhi, il capo, le spalle, le gambe, lo sguardo raccontano condivise storie di bellezza, di rapimenti del cuore, di amore, sacrificio. è la sintesi del coraggio di amare la vita oltre ogni barriera, con il sentimento di una esperienza che si protrae di generazione in generazione, al di fuori dei ritmi frenetici imposti dal modello di vita occidentale. Il Festival, con i suoi percorsi,  propone un modello Mediterraneo alla vita. Lo stesso dei tuareg che affrontano il deserto, lo stesso del contadino calabrese che, alle prime luci dell’alba Mediterranea, affronta le fatiche, ma anche i profumi, gli odori e i colori di una nuova giornata. Le diverse esperienze s’impongono singole e collettive insieme. Un Percorso che scopre colori, suoni, persone, culture, sapori, idee di popoli differenti, ma nati dallo stesso mare e illuminati dalla stessa luce mediterranea.. La Fruizione presenta momenti di alternanza dei ruoli che permette agli stessi Protagonisti del Festival (attori, giornalisti, registi, scrittori, musicisti, artisti e convegnisti) di effettuare un proprio percorso nelle vesti di pubblico e, al tempo stesso, il Pubblico diventa Attore con la propria curiosità, percezione e interazione con gli Eventi che si succedono come fasi domestiche, di tutti i giorni. Una evento che accade nel centro del Mediterraneo, che passa per i cibi tipici, le ceramiche, i giuochi, gli arredi in legno, i fuochi all'aperto, il colore dell'olio e il sapore del vino. La Percezione diventa tattile e corporea allo stesso tempo, Tempo che fluisce, misurato durante tutta la manifestazione, dalle quinte, alla platea, dal backstage, all'applauso, dal sorriso, all'abbraccio. Una Nuova Forma-Tempo: l'Idea della Festa come partecipazione alla conoscenza di nuove Esperienze, di nuove persone e solide tradizioni. Anche per questo il premio si intitola a uno storico del territorio, Gino Votano. Soprattutto, un contadino d’Aspromonte che ha vissuto e scritto la storia della sua gente.
 

 

 

il dispaccio

Reggio, incontri e dibattiti agli 11esimi International Journalism & Arts Award "Gino Votano"

 

Agli undicesimi International Journalism & Arts Award "Gino Votano" vince l'Europa, con due premi alla Slovenia e un premio prestigioso a testa a Francia e Russia. Partedel lone per la Rai che si aggiudica in coproduzione con France 3, il premio per il giornalismo. Il festival, fin dalla sua nascita, voluto fortissimamente da Carlo Parisi, vicesegretario nazionale della Federazione Nazionale della Stampa e organizzato dall'associazione culturale Teatro del Mediterraneo, in partnership con Confindustria e dedicato a Cuamm, medici con l'Africa, é stato presentato dalla direttrice di Telecamere, Anna La Rosa.
Il festival é stato vinto da "Class Enemy", film sloveno della Triglav Film, che vedremo nelle sale italiane in primavera distribuito dalla Tucker Udine.un film che racconta una storia vera avvenuta nel liceo di Lubiana. Dopo una discussione con un nuovo professore una
studentessa si suicida. I compagni accusano il docente, ma poi le cause sono altre. A ritirare il premio i due protagonisti : Dasa Cupevski (Sabina nel fim) e Jan Zupancic (Tadej nel film). I due sono stati premiati anche per la migliore interpretazione. Segnalato da Nicola Falcinella, che ha presentato la Settimana Internazionale della Critica all'ultimo Festival del Cinema di Venezia.
Gran Premio della Giuria alla messinscena di "La Bibbia. Cantico dei Cantici" (Russia, 2013) del Teatro musicale di plastica e gesto di
Mosca interpretato da Anna Daukaeva, Andrey Poliakov, Nikita Smolianinov, Mikhail Troinik; musiche di Stanislav Dobromislov, scenografie di Anna Sharonov. Un allestimento bellissimo, che fino all'ultimo su indicazione di diversi giortnalisti ha conteso la vittoria agli sloveni. Premio invece per il miglior documentario gioprnalistico a "La costa dei Beduini" (Tgr Mediterraneo) di Christophe Chassaigne (Francia), adesso caporedattore di France 3 a Tolosa. Una coproduzione Rai- France 3 che indaga sulla speculazione edilizia, in una costa bellissima, che viene a distruggere lo spirito e la bellezza di un popolo antichissimo.
Durante la cerimonia, anche la protesta composta del movimento 9 dicembre, che hanno srotolato uno striscione con scritto "9 dicembre 2013, l'inizio della fine, ribellarsi é undovere !". Si conclude così una edizione intensa del festival incentrato sulla sezione Hic Sunt Leones, dedicato al pensiero meridionalista e mediterraneo, così come richiede il titolo dedicato a uno storico come Gino Votano. "Siamo l'ultimo vagone del treno.
Tanto vale staccarlo". Così monsignor Morosini, al Cilea, alla cerimonia finale della quarta edizione del Mediterranean Experiences festival dove ha ricevuto il premio per la Comunicazione, consegnato dal presidente di Confindustria, Andrea Cuzzocrea. Alla presentatrice della serata, la direttrice di Telecamere, Anna La Rosa, il vescovo ha parlato inequivocabilmente di uno Stato distante, che vede Reggio e la Calabria, come un impedimento. "Tanto vale ci lascino andare, ha detto monsignor Morosini, che ha chiesto ancora una volta di valorizzare le eccellenze locali, come i giovani artisti dell'Ensemble e il baritono Vincenzo Nizzardo, che si sono esibiti durante la cerimonia. Cuzzocrea, sulla stessa linea. Il presidente di Confindustria ha ancora sottolineato la necessità di investimenti per il lavoro. "Abbiamo chiesto alle imprese di mantenere i livelli occupazionali". Sono soli il vescovo e il presidente di Confindustria nella desertificazione economica e spirituale in cui il paese e la regione versano. Due persone dal sorriso dolce, ma vicini a chi soffre, al mondo del lavoro. Qualche giorno fa, in un workshop all'interno del festival, insieme al dottor Cisterna, Morosini aveva detto "vorrei che mi chiamassero per inaugurare cantieri di lavoro, ma non se ne aprono più". Nel salone di Confindustria sono intervenuti scrittori come Gioacchino Criaco e Mimmo Gangemi, con il ricordo laico, tenero e appassionato dell'humanitas spigolosa, burbera e affettuosa di Pasquino Crupi. Aneddoti e ricordi che fanno letteratura. Vincenzo Carrozza con la sua "Tragudia
erotika", antologia di liriche grecaniche cantate dal figlio di Rocco Gatto. I dati sulla corruzione di Condarcuri, la cui "Riviera" ha rilevato il passaggio di testimone tra Nicola Zitara e Pasquino Crupi. Le battaglie di Zitara nel nome di una comunità affamata e vilipesa da uno Stato assente e a tratti violento. Al liceo classico, straordinario successo dai workshop di giornalismo voluti dalla preside Maria Rosaria Rao. Non solo il ciclo sul Mediterraneo, con Luciana Barsatti, inviata dell'Ansa in tutto lo scacchiere del Nord Africa, che oltre che presentare il suo libro "Oltre Tahrir", sulla ribellione nei quartieri poveri de Il Cairo, ha lanciato un appello per la Siria, stritolata dalle potenze mediorientali "Turchia, Iran, Egitto", i sentimenti antioccidentali e la posizione di Israele.
Entusiamante il documentario di Laura Silvia Battaglia, dopo anni a L'Avvenire, adesso freelance, ha ricordato insieme alla consigliera di parità Daniela De Blasio, la giornata Onu dei diritti dell'Uomo, con un suo documentario sulle donne irachene "Unknow Iraq". Interessantissima la relazione delle ricadute sul quotidiano della crisi finanziaria di Alessandro Galimberti de "Il Sole 24 ore". I ragazzi hanno chiesto continuamente della collocazione in borsa di Facebook e del controllo che la rete impone a chi la frequenta. "State attenti", ha ammonito Galimberti. Si é parlato anche di informaizone al Sud con Alberto Cisterna e monsignor Morosini di nuova ndrangheta dei colletti bianchi e di abbandono della Calabria. Gero Tedesco de "Il Giornale di Sicilia" ha presentato il suo libro intervista a Luigi Putrone, il killer pentito che ha dissolto nell'acido il ragazzino siciliano, Giuseppe Di Matteo. Infine un ricordo voluto anche dalla Fnsi, da Carlo Parisi e Franco Siddi, per la scomparsa di Giancarlo Licata, responsabile di Rai Med e Tgr Mediterraneo, con la proiezione del suo documentario, premiato dal presidente della Repubblica "La tela strappata", sulle morti di Falcone e Borsellino.
Successo per i workshop al liceo artistico della preside Caterina Rao. Quelli musicali, tenuti dagli Etnosound, sull'identità
reggina dalla viddanedda alla lira calabrese; partecipazione anche per i workshop sulla pubblicità e sulla scrittura creativa. E al teatro Siracusa, successo di pubblico proprio per gli Etnosound, con la gente che ballava la tarantella in platea, divertita e affascinata dalla musica calabrese.

 

 

 

Reggio: dal 9 dicembre al via il Mediterranean Experiences Festival

Strill - Sabato 23 Novembre 2013 11:35

Di seguito la nota dell'organizzazione: Almeno tre prime mondiali e quattro nazionali, oltre 50 prime regionali, 32 film in rappresentanza di 15 paesi, cinque giorni di festival, con oltre 100 ospiti dalla Russia alla Slovenia, dalla Spagna all’Egitto. Questo il programma del Mediterranean Experiences Festival (Reggio Calabria, 9/14 dicembre 2013), presentato al Circolo Filologico a Milano. Il festival assegna gli undicesimi International Journalism & Arts Award “Gino Votano”, sabato 14 dicembre al teatro “Francesco Cilea”. Un festival in movimento, cinque giorni, due teatri, due istituti scolastici, la sede di Confindustria Reggio Calabria, camminando attraverso brani di poesia, note di zejel e visioni incantate. Organizzato dall’associazione culturale “Teatro del Mediterraneo”, con il patrocinio di Fnsi, in collaborazione con Confindustria Reggio Calabria, Ordine dei Medici Reggio Calabria, Milano Film  Festival, Unione Nazionale Cronisti, Elaioteca della Calabria. Una idea del Sud, della bellezza e dell’economia, viste da Sud. Mai si era assistito a una comunità calabrese che arriva al Nord, per parlare di splendori e non miserie, di parlare di vie alternative, di coraggiose battaglie per la democrazia, per la difesa della propria identità, quella che la Milano imprenditoriale ha emarginato per ubriacarsi di scandali e malaffare. E a Milano, Reggio Calabria non guarda più al Nord ma a Sud, a Maiga Balkissa, attrice del Mali, dove si sta ridisegnando su indicazione dell’Onu, il festival dei Tuareg, il festival del deserto. E a Cuamm, i Medici con l’Africa, rappresentati da Monica Longaretti. Lo stesso coraggio, la stessa forza di voler stare insieme, di andare oltre. Appunto “Viaggio a sud del Sole”, il progetto visivo che viene esposto, con fotografie di Fabrizio Ruffo Rufo e testi di Claudio Composti. Artisti, intellettuali, giornalisti, studiosi, critici venuti per incontrarsi,  parlarsi di progetti comuni. E’ la prima piattaforma del Mediterraneo, un incubatore di idee e passioni, all’insegna di una economia possibile, di una natura da rispettare, di una bellezza di cui nutrirsi. I Convegni sono dedicati all’idea di crescita e all’identità del Sud, “Hic Sunt Leones”, dall’Italia meridionale all’Africa sub sahariana. I convegni sono ospitati nei locali di Confindustria. Un magistrato, Alberto Cisterna, che ha chiesto alla sua terra di ribellarsi, di riacquistare la dignità, di recuperare la sua identità, Il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Andrea Cuzzocrea, che guarda al mondo dell’economia meridionale come ad una possibilità concreta di vivere, di fare comunità. Poi la rassegna cinematografica in collaborazione, come dagli esordi, con Milano Film Festival. Tra le chicche, selezionati : ”Class Enemy”, il film sloveno sulla scuola che ha commosso Venezia.  “Cipro - l’Ultimo muro” di Emilio Casalini e  “Mohamed e il pescatore” di Marco Leopardi, presentati dalla Rai. Per il Sud, "La leggenda di Colapesce" di  Salvatore Bombaci. Il Sud di Salvo Cuccia, uno straordinario regista ch racconta il mediterraneo da Frank Zappa alla famiglia Florio. Scrittori come Criaco e Gangemi, che hanno portato la letteratura calabrese e adesso come sceneggiatori, anche le storie al cinema; in una delle più brillanti stagioni culturali della regione. Porteranno i loro libri, le loro storie, le immagini dei loro film “Anime nere” e “Il giudice meschino”. La musica del Sud dei Dedalus, finalisti al premio Tenco e di EtnoSound che accompagnerà la festa del Mediterraneo. Le poesie d’Africa lette da Maiga Balkissa. I workshop di Giovanni Tutti, la Settimana dello Studente del liceo Mattia Preti e la festa per i duecento anni del liceo Campanella.  Poi la serata finale in beneficienza per Cuamm, medici con l’Africa, al teatro “Francesco Cilea”, con l’orchestra del Camera Opera Ensemble, Vincenzo Nizzardo e Chiara Barillà.

 

 

A Reggio l’XI International Journalism & Arts Award “Gino Votano”

 

Almeno tre prime mondiali e quattro nazionali, oltre 50 prime regionali, 32 film in rappresentanza di 15 paesi, cinque giorni di festival, con oltre 100 ospiti dalla Russia alla Slovenia, dalla Spagna all’Egitto. Questo il programma del Mediterranean Experiences Festival (Reggio Calabria, 9/14 dicembre 2013), presentato al Circolo Filologico a Milano. Il festival assegna gli undicesimi International Journalism & Arts Award “Gino Votano”, sabato 14 dicembre al teatro “Francesco Cilea”.

Un festival in movimento, cinque giorni, due teatri, due istituti scolastici, la sede di Confindustria Reggio Calabria, camminando attraverso brani di poesia, note di zejel e visioni incantate. Organizzato dall’associazione culturale “Teatro del Mediterraneo”, con il patrocinio di Fnsi, in collaborazione con Confindustria Reggio Calabria, Ordine dei Medici Reggio Calabria, Milano Film Festival, Unione Nazionale Cronisti, Elaioteca della Calabria. Una idea del Sud, della bellezza e dell’economia, viste da Sud. Mai si era assistito a una comunità calabrese che arriva al Nord, per parlare di splendori e non miserie, di parlare di vie alternative, di coraggiose battaglie per la democrazia, per la difesa della propria identità, quella che la Milano imprenditoriale ha emarginato per ubriacarsi di scandali e malaffare. E a Milano, Reggio Calabria non guarda più al Nord ma a Sud, a Maiga Balkissa, attrice del Mali, dove si sta ridisegnando su indicazione dell’Onu, il festival dei Tuareg, il festival del deserto. E a Cuamm, i Medici con l’Africa, rappresentati da Monica Longaretti. Lo stesso coraggio, la stessa forza di voler stare insieme, di andare oltre. Appunto “Viaggio a sud del Sole”, il progetto visivo che viene esposto, con fotografie di Fabrizio Ruffo Rufo e testi di Claudio Composti. Artisti, intellettuali, giornalisti, studiosi, critici venuti per incontrarsi, parlarsi di progetti comuni. E’ la prima piattaforma del Mediterraneo, un incubatore di idee e passioni, all’insegna di una economia possibile, di una natura da rispettare, di una bellezza di cui nutrirsi. I Convegni sono dedicati all’idea di crescita e all’identità del Sud, “Hic Sunt Leones”, dall’Italia meridionale all’Africa sub sahariana. I convegni sono ospitati nei locali di Confindustria. Un magistrato, Alberto Cisterna, che ha chiesto alla sua terra di ribellarsi, di riacquistare la dignità, di recuperare la sua identità, Il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Andrea Cuzzocrea, che guarda al mondo dell’economia meridionale come ad una possibilità concreta di vivere, di fare comunità. Poi la rassegna cinematografica in collaborazione, come dagli esordi, con Milano Film Festival. Tra le chicche, selezionati : ”Class Enemy”, il film sloveno sulla scuola che ha commosso Venezia. “Cipro - l’Ultimo muro” di Emilio Casalini e “Mohamed e il pescatore” di Marco Leopardi, presentati dalla Rai. Per il Sud, "La leggenda di Colapesce" di Salvatore Bombaci. Il Sud di Salvo Cuccia, uno straordinario regista ch racconta il mediterraneo da Frank Zappa alla famiglia Florio. Scrittori come Criaco e Gangemi, che hanno portato la letteratura calabrese e adesso come sceneggiatori, anche le storie al cinema; in una delle più brillanti stagioni culturali della regione. Porteranno i loro libri, le loro storie, le immagini dei loro film “Anime nere” e “Il giudice meschino”. La musica del Sud dei Dedalus, finalisti al premio Tenco e di EtnoSound che accompagnerà la festa del Mediterraneo. Le poesie d’Africa lette da Maiga Balkissa. I workshop di Giovanni Tutti, la Settimana dello Studente del liceo Mattia Preti e la festa per i duecento anni del liceo Campanella. Poi la serata finale in beneficienza per Cuamm, medici con l’Africa, al teatro “Francesco Cilea”, con l’orchestra del Camera Opera Ensemble, Vincenzo Nizzardo e Chiara Barillà.

 

Reggio, dal 9 dicembre il Mediterranean Experiences Festival con Cisterna, Cuzzocrea, Criaco e Gangemi

Almeno tre prime mondiali e quattro nazionali, oltre 50 prime regionali, 32 film in rappresentanza di 15 paesi, cinque giorni di festival, con oltre 100 ospiti dalla Russia alla Slovenia, dalla Spagna all'Egitto. Questo il programma del Mediterranean Experiences Festival (Reggio Calabria, 9/14 dicembre 2013), presentato al Circolo Filologico a Milano. Il festival assegna gli undicesimi International Journalism & Arts Award "Gino Votano", sabato 14 dicembre al teatro "Francesco Cilea". Un festival in movimento, cinque giorni, due teatri, due istituti scolastici, la sede di Confindustria Reggio Calabria, camminando attraverso brani di poesia, note di zejel e visioni incantate. Organizzato dall'associazione culturale "Teatro del Mediterraneo", con il patrocinio di Fnsi, in collaborazione con Confindustria Reggio Calabria, Ordine dei Medici Reggio Calabria, Milano Film Festival, Unione Nazionale Cronisti, Elaioteca della Calabria. Una idea del Sud, della bellezza e dell'economia, viste da Sud. Mai si era assistito a una comunità calabrese che arriva al Nord, per parlare di splendori e non miserie, di parlare di vie alternative, di coraggiose battaglie per la democrazia, per la difesa della propria identità, quella che la Milano imprenditoriale ha emarginato per ubriacarsi di scandali e malaffare. E a Milano, Reggio Calabria non guarda più al Nord ma a Sud, a Maiga Balkissa, attrice del Mali, dove si sta ridisegnando su indicazione dell'Onu, il festival dei Tuareg, il festival del deserto. E a Cuamm, i Medici con l'Africa, rappresentati da Monica Longaretti. Lo stesso coraggio, la stessa forza di voler stare insieme, di andare oltre. Appunto "Viaggio a sud del Sole", il progetto visivo che viene esposto, con fotografie di Fabrizio Ruffo Rufo e testi di Claudio Composti. Artisti, intellettuali, giornalisti, studiosi, critici venuti per incontrarsi, parlarsi di progetti comuni. E' la prima piattaforma del Mediterraneo, un incubatore di idee e passioni, all'insegna di una economia possibile, di una natura da rispettare, di una bellezza di cui nutrirsi. I Convegni sono dedicati all'idea di crescita e all'identità del Sud, "Hic Sunt Leones", dall'Italia meridionale all'Africa sub sahariana. I convegni sono ospitati nei locali di Confindustria. Un magistrato, Alberto Cisterna, il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Andrea Cuzzocrea, che guarda al mondo dell'economia meridionale come ad una possibilità concreta di vivere, di fare comunità. Poi la rassegna cinematografica in collaborazione, come dagli esordi, con Milano Film Festival. Tra le chicche, selezionati : "Class Enemy", il film sloveno sulla scuola che ha commosso Venezia. "Cipro - l'Ultimo muro" di Emilio Casalini e "Mohamed e il pescatore" di Marco Leopardi, presentati dalla Rai. Per il Sud, "La leggenda di Colapesce" di Salvatore Bombaci. Il Sud di Salvo Cuccia, uno straordinario regista ch racconta il mediterraneo da Frank Zappa alla famiglia Florio. Scrittori come Criaco e Gangemi, che hanno portato la letteratura calabrese e adesso come sceneggiatori, anche le storie al cinema; in una delle più brillanti stagioni culturali della regione. Porteranno i loro libri, le loro storie, le immagini dei loro film "Anime nere" e "Il giudice meschino". La musica del Sud dei Dedalus, finalisti al premio Tenco e di EtnoSound che accompagnerà la festa del Mediterraneo. Le poesie d'Africa lette da Maiga Balkissa. I workshop di Giovanni Tutti, la Settimana dello Studente del liceo Mattia Preti e la festa per i duecento anni del liceo Campanella. Poi la serata finale in beneficienza per Cuamm, medici con l'Africa, al teatro "Francesco Cilea", con l'orchestra del Camera Opera Ensemble, Vincenzo Nizzardo e Chiara Barillà.

IL DISPACCIO - Creato Sabato, 23 Novembre 2013 14:07

 

MEDITERRANEAN EXPERIENCES FESTIVAL

Almeno tre prime mondiali e quattro nazionali, oltre 50 prime regionali, 32 film in rappresentanza di 15 paesi, cinque giorni di festival, con oltre 100 ospiti dalla Russia alla Slovenia, dalla Spagna all’Egitto. Questo il programma del Mediterranean Experiences Festival in programma da lunedì 9 a sabato 14 dicembre, presentato al Circolo Filologico a Milano. Il festival assegna gli undicesimi International Journalism & Arts Award “Gino Votano”, sabato 14 dicembre al teatro “Francesco Cilea”. Un festival in movimento, cinque giorni, due teatri, due istituti scolastici, la sede di Confindustria Reggio Calabria, camminando attraverso brani di poesia, note di zejel e visioni incantate. Organizzato dall’associazione culturale “Teatro del Mediterraneo”, con il patrocinio di Fnsi, in collaborazione con Confindustria Reggio Calabria, Ordine dei Medici Reggio Calabria, Milano Film Festival, Unione Nazionale Cronisti, Elaioteca della Calabria. Una idea del Sud, della bellezza e dell’economia, viste da Sud. Mai si era assistito a una comunità calabrese che arriva al Nord, per parlare di splendori e non miserie, di parlare di vie alternative, di coraggiose battaglie per la democrazia, per la difesa della propria identità, quella che la Milano imprenditoriale ha emarginato per ubriacarsi di scandali e malaffare. E a Milano, Reggio Calabria non guarda più al Nord ma a Sud, a Maiga Balkissa, attrice del Mali, dove si sta ridisegnando su indicazione dell’Onu, il festival dei Tuareg, il festival del deserto. E a Cuamm, i Medici con l’Africa, rappresentati da Monica Longaretti. Lo stesso coraggio, la stessa forza di voler stare insieme, di andare oltre. Appunto “Viaggio a sud del Sole”, il progetto visivo che viene esposto, con fotografie di Fabrizio Ruffo Rufo e testi di Claudio Composti. Artisti, intellettuali, giornalisti, studiosi, critici venuti per incontrarsi, parlarsi di progetti comuni. E’ la prima piattaforma del Mediterraneo, un incubatore di idee e passioni, all’insegna di una economia possibile, di una natura da rispettare, di una bellezza di cui nutrirsi. I Convegni sono dedicati all’idea di crescita e all’identità del Sud, “Hic Sunt Leones”, dall’Italia meridionale all’Africa sub sahariana. I convegni sono ospitati nei locali di Confindustria. Un magistrato, Alberto Cisterna, che ha chiesto alla sua terra di ribellarsi, di riacquistare la dignità, di recuperare la sua identità, Il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Andrea Cuzzocrea, che guarda al mondo dell’economia meridionale come ad una possibilità concreta di vivere, di fare comunità. Poi la rassegna cinematografica in collaborazione, come dagli esordi, con Milano Film Festival. Tra le chicche, selezionati : ”Class Enemy”, il film sloveno sulla scuola che ha commosso Venezia. “Cipro - l’Ultimo muro” di Emilio Casalini e “Mohamed e il pescatore” di Marco Leopardi, presentati dalla Rai. Per il Sud, "La leggenda di Colapesce" di Salvatore Bombaci. Il Sud di Salvo Cuccia, uno straordinario regista ch racconta il mediterraneo da Frank Zappa alla famiglia Florio. Scrittori come Criaco e Gangemi, che hanno portato la letteratura calabrese e adesso come sceneggiatori, anche le storie al cinema; in una delle più brillanti stagioni culturali della regione. Porteranno i loro libri, le loro storie, le immagini dei loro film “Anime nere” e “Il giudice meschino”. La musica del Sud dei Dedalus, finalisti al premio Tenco e di EtnoSound che accompagnerà la festa del Mediterraneo. Le poesie d’Africa lette da Maiga Balkissa. I workshop di Giovanni Tutti, la Settimana dello Studente del liceo Mattia Preti e la festa per i duecento anni del liceo Campanella.  Poi la serata finale in beneficienza per Cuamm, medici con l’Africa, al teatro “Francesco Cilea”, con l’orchestra del Camera Opera Ensemble, Vincenzo Nizzardo e Chiara Barillà.

Corriere della Calabria - Sabato, 23 Novembre 2013